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Language - Frida & Vatel

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Asset Language
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Cosa facciamo - Keywords:
  • New Languages
  • Sector Languages
  • Interaction
  • Linguistics
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Ogni espressione generata da un essere vivente produce comunicazione mediante un linguaggio.
Il linguaggio è composto da un sistema di segni convenzionali selezionati e condivisi.
Alcuni sono definiti linguaggi di settore.
Sentiamo parlare, ad esempio, di linguaggio giornalistico, politico, artistico, cinematografico, scientifico, artificiale, letterario, iconico-visivo, non verbale, simbolico, interiore e via dicendo.
Ogni individuo, e ogni azienda, deve saper gestire adeguatamente il relativo linguaggio di settore, e deve individuare quei linguaggi limitrofi, o alternativi, che possono essere di supporto alla comunicazione con il mondo esterno.
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Potrà in seguito scegliere di distinguersi dal linguaggio ufficiale della propria categoria per divenire identificabile, per emergere. Potrà promuovere il cambiamento, un nuovo codice, più completo e inclusivo oppure, all'estremo, prenderne le distanze, divenendo sovversivo.
Il linguaggio è un codice variabile: cambia nel tempo, in relazione al contesto, in rapporto alle persone coinvolte nello scambio.
Noi studiamo i linguaggi esistenti e ne creiamo di nuovi, in linea con le specifiche di settore e con gli obiettivi di ciascun nostro cliente. Inoltre, favoriamo una commistione di linguaggi per adattare il messaggio ai diversi contesti, per rendere più efficace e rilevante la comunicazione di ogni diversa identità.
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Come creare nuovi linguaggi

I luoghi del ritrovo.
Un ristoratore oggi per distinguersi non può più limitarsi alla nouvelle cuisine (che spesso aggrada la vista ma solo a volte il palato). Deve andare oltre, e favorire un’esperienza più completa, esaustiva e avvolgente. I nuovi consumatori, più consapevoli, cercano sapori genuini e armonie naturali.
I prodotti del futuro più richiesti saranno quelli in grado di stimolare tutti i sensi.

Un ristoratore innovativo, che vuole stupire, deve prendere in considerazione anche le opportunità offerte dalla sinestesia di evocare i valori intrinseci di un prodotto e del mondo al quale fa riferimento. Il tessuto del tovagliato, la sedia comoda, la forma dei bicchieri da manipolare, il peso delle posate, il profumo dei cibi, la luce ambientale: sono tutti linguaggi che influiscono sulla percezione della qualità.
I ristoranti, in molte occasioni, non sono solo ambienti nei quali consumare cibo, ma luoghi del ritrovo, dell'interazione sociale, anche dello scambio culturale. Pensate al fenomeno della gastrodiplomazia: un mezzo per promuovere valori culturali mediante il cibo.
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I luoghi dello shopping
Per ogni azienda, la relazione con il cliente inizia nel luogo deputato all'incontro, che sia questo l’ufficio, il retail o il sito web.
Gli elementi di connotazione visiva (simboli, lettering, iconografia, identità cromatica, immagini brandizzate) fungono sia da elemento di differenziazione rispetto ai competitor sia da veicolo di un nuovo linguaggio.
Per rendersi unici e identificabili è importante investire sulla comunicazione visiva in modo innovativo e coerente con la propria mission.
I luoghi dello shopping - e in generale dell’incontro con il cliente - hanno la funzione sociale di costruttori di identità di una comunità, e il linguaggio è veicolo di tale identificazione. Il contesto nel quale accogliere il proprio pubblico deve essere pensato e progettato per trasferire messaggi coinvolgenti.
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Oggi, le ricerche intraprese nelle neuroscienze offrono risultati attendibili e strumenti validi per costruire nuovi linguaggi.
I suoni, ad esempio - gli effetti sonori, una narrazione, la musica, un jingle – possono indurre reazioni affettive, cognitive e comportamentali positive.

Le imprese attente alla profumazione del prodotto, o del punto vendita, creano più velocemente un rapporto profondo ed empatico con i propri clienti. I loghi olfattivi sono vere e proprie firme distintive.
Basti ricordare i guanti aromatizzati di Elisabetta I.
Gli “aroma branding” arricchiscono i valori dell’azienda e creano una via preferenziale, poiché restano impressi a lungo in memoria e creano un’associazione spontanea: buon odore= buon prodotto.

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Le case automobilistiche devono essere sempre più attente al ruolo del tatto e valorizzazione le rifiniture.
Selezionare materiali da destinare al volante, al cambio e agli interni che stimolino positivamente il tocco è diventato un imperativo per migliorare le vendite.

Questo presupposto si estende a qualunque packaging destinato a un predominante contatto con il corpo.
Alla base di tutto sta la considerazione del cliente come “persona” di valore e la volontà di considerare i suoi bisogni, ma soprattutto i suoi desideri.

Questi sono alcuni esempi di ambiti nei quali interveniamo per produrre cambiamento e sviluppo.
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